Osteria

Osteria

  • Via Talassese, 98 – 58031 Arcidosso (GR)
  • Tel +39 0564-966314 – Cell +39 328-1231293
  • bastardarossa@thalassabeb.com
  • Aperto pranzo e cena – Mercoledì chiuso
Gentili Clienti,
le nostre cuoche Valeria e Federica presentano il nuovo Menù Invernale con le sue novità che vi illustrano di seguito in questa pagina.
Se siete interessati prenotate al n. 0564 966 314 oppure 320 9076 376 o mandate un messaggio all’indirizzo: bastardarossa@thalassabeb.com
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MENU’ DI INVERNO 2013/14

ANTIPASTO

  • -Crostini Toscani (con salsa di fegatini di pollo)
  • -Crostino ceci e lardo
  • -Crostino con funghi porcini
  • -Affettati e formaggio Amiatino
  • -Antipasto Bastardo (affettati e crostini)

PRIMI

La nostra pasta all’uovo fatta in casa: TORTELLI E TAGLIATELLE:

  • al Ragù Toscano (manzo)
  • Bastardo (con funghi, salsiccia e salsa tartufata)
  • Pici alle Briciole (con briciole di pane tostato e pecorino toscano a scaglie)
  • Pici con crema di carciofi
  • Zuppa Capercia (con ricotta e spinaci)
  • Crema di ceci

SECONDI

  • Tagliata di manzo
  • Pollo all’arancia
  • Filetto di maiale con salsa di vino Montecucco e mele
  • Peposo Ubriaco al Montecucco (manzo cotto nel vino con grani di pepe nero)
  • Bistecca Fiorentina (solo su ordinazione)
CONTORNI
  • Patate al forno
  • Verdure di stagione al forno
  • Spinaci saltati in padella
  • Insalata mista

DOLCI

  • Crema Catalana
  • Dolce della Casa (che non è mai lo stesso…)
  • Tortino con cuore caldo di cioccolato
  • Cantucci e Vin Santo
SCELTA DI VINI, BIRRE, LIQUORI LOCALI E NAZIONALI

… e tante altre buone cose!

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Il Monte Amiata è una terra ricca di prodotti di altissima qualità che, se prima erano il sostentamento e il “pane quotidiano”, adesso sono un tesoro riconosciuto fino oltre le frontiere italiane. Parliamo dell’olio, del vino, della birra, dei latticini, del miele e, naturalmente, del frutto che è stato la vita e il sudore dei nostri avi: la castagna. Il nome della nostra Osteria, “Bastarda Rossa”, non è altro che una pregiata qualità del prezioso frutto che ci ha ispirato con la intrigante combinazione dei suoi appellativi. Grazie a queste eccellenze, unite a carni di qualità, proponiamo dei menù per quanto possibile a “km 0″, riscoprendo le antiche ricette “caperce” e amiatine che da sempre riescono a catturare i palati più raffinati: zuppe prelibate come quella di funghi porcini e la “Capercia”,(con spinaci e ricotta) chiamata con il soprannome con cui vengono chiamati gli abitanti di Arcidosso (Caperci, appunto); rielaborazioni di antiche ricette come il “Peposo al Montecucco”, carne di manzo cotta per  5 ore solo nel vino.

Il menù varia di frequente, così come variano le stagioni ed i frutti che esse ci offrono.

L’osteria Bastarda Rossa è situata in quello che una volta era il centro vitale di Arcidosso, Via Talassese, all’interno delle antiche mura di cinta del paese. Qui  un tempo brulicava la vita, con le sue osterie, le sue botteghe artigianali ed il via vai dei somari che attraversavano i chiassi per andare in campagna. Non è raro trovarvi ancora gente a sedere “a veglia” sulle scale di casa o sulle sedie messe lungo la strada.

“Bastarda Rossa” e “Thalassa” vivono nel medesimo edificio, collegate da una graziosa scalinata in ferro battuto e legno di castagno; condividono l’ampia terrazza ed il giardinetto per il relax. La colazioneper gli ospiti di “Thalassa” è quanto mai ricca, con dolci artigianali e fatti in casa e, a richiesta, salumi e formaggi locali.

Castagno e Castagna

Castagno è un nome che s’impara da bambini e non si scorda più: sa di fiaba, di antico, di solido e di collettivo, sa di permanenza e di appartenenza alla terra, ai suoi piedi le discussioni si espandono e si rafforzano, e insieme ai faggi e agli abeti “parla” per tutta la flora amiatina.In autunno poi, nella caduta della castagna ritroviamo tutta la generosità della natura che porge all’uomo i suoi frutti.
Si rincorre il rumore del tonfo, mai uguale a se stesso, della castagna che toccando il suolo ora trova un letto di lappe vuote, oppure muschio o magari una roccia: ne nasce una musica che si confonde con i venti, con il fumo dei fuochi dai seccatoi, con i rumori meccanici creati dall’uomo. Altrove, persone attendono l’antico frutto nelle botteghe, nei ristoranti, lungo la strada, e anche lontano da qua.
Valorizzare la semplicità seducente di questo frutto, che nullo o poco impegno richiede all’uomo fino al momento del suo raccolto, significa onorare l’essenza segreta di questa montagna, la sua antichità, la sua bellezza, ma anche la sua gente, che nei momenti più difficili della propria storia ha saputo ricominciare da se stessa, anche grazie alla castagna. Oggi, quello che ieri era il pane dei poveri, diventa un aroma da birra, è servito con i vini speziati del Montecucco o con le noci e il miele nostrali, in una fusione di sapori che aggiungono un tocco di lusso destinato ai palati più esigenti. Anche un tocco classico, perché già greci e romani si deliziavano con questo frutto. La bastarda però, la bastarda rossa, è anzitutto arrostita o ballotta, con i suoi odori che sanno d’inverno, di riparo dal freddo, di veglia, di fuoco e finocchio selvatico. La Bastarda Rossa diventa da oggi anche un invito ad assaggiare cibi genuini del luogo: un’osteria che accoglie i suoi ospiti e li coccola regalando quella rara sensazione di “ritorno alla casa”.